martedì 12 febbraio 2013

Biancaneve e i Sette Nani - 2° Notte

Ogni mattina i nani uscivano per andare a scavare nelle montagne in cerca di oro e metalli preziosi, e la sera, quando tornavano a casa, trovavano la cena pronta; durante il giorno, la fanciulla rimaneva sola. Per questo motivo, i buoni nani le raccomandavano sempre: "Sta' attenta alla tua matrigna: presto scoprirà che ti trovi qui, perciò, non lasciare entrare nessuno." 
Nel frattempo, la regina, credendo di aver mangiato il fegato e i polmoni di Biancaneve, credeva di essere di nuovo lei la più bella di tutte; così, tornò a chiedere alla specchio: 
"Specchio, specchio delle mie brame, dimmi, chi è la più bella del reame?" 
Ed esso rispose:
"Qui, nel tuo regno, regina, la più bella sei tu. Ma fuor di qui, oltre i monti e le valli, Biancaneve, a casa dei sette nani, lo è mille volte di più." 
A queste parole, la regina inorridì, perché sapeva che lo specchio non mentiva, pertanto, realizzò che il cacciatore l'aveva tradita, e che Biancaneve era ancora viva. Allora, si mise a pensare e a ripensare a come poteva fare per uccidere Biancaneve, perché l'invidia che provava per non essere lei la più bella del regno non le avrebbe dato più pace. 
Pensa e ripensa, alla fine le venne un'idea: si truccò il volto, e si mascherò da vecchia venditrice ambulante, in modo da non farsi riconoscere, e, così travestita, si recò a casa dei sette nani. 
Bussò alla porta e gridò: "Bella merce da comprare, chi ne vuole?" 
Biancaneve si affacciò dalla finestra e disse: "Buongiorno, buona donna, che cosa vendete?" 
"Bella merce, tante belle cosine" rispose. 
"Ho dei bei nastri da vita, di tutti i colori." E ne prese uno intrecciato di seta colorata e lo fece vedere alla fanciulla, e le chiese: "Guarda, ti piace questo?"
Biancaneve pensò: 'Certamente questa buona vecchia posso farla entrare.' Così, aprì la porta e comprò il nastro." 
"Bambina mia, che aspetto trasandato che hai!" disse quella, "su, da brava, lascia che te lo allacci io come si deve." 
E Biancaneve, che nulla sospettava, si lasciò allacciare il nastro, ma quella strinse così forte e duramente da toglierle il fiato. 
"Ora non sei più tu la più bella." disse, esultando, la vecchia, e corse via. 
Poco tempo più tardi, a sera, i sette nani tornarono a casa, e rimasero atterriti nel vedere la loro cara Biancaneve distesa a terra, immobile, come morta. 
La alzarono da terra e subito si accorsero del nastro allacciato troppo stretto in vita: lo tagliarono in due, e subito, la fanciulla ricominciò a respirare, prima un po', poi ancora un po' di più, finché finalmente si rianimò completamente. Quando i nani seppero com'era andata, dissero: "La vecchia merciaia altri non era che la tua cattiva matrigna. D'ora in poi dovrai stare più attenta, e non fare entrare più nessuno in casa quando noi non ci siamo." 
Quando la perfida regina tornò al suo palazzo, subito si presentò davanti allo specchio e chiese: 
"Specchio, specchio delle mie brame, Chi è la più bella del reame?" 
E lo specchio le rispose ancora una volta:
"Qui, nel tuo regno, regina, la più bella sei tu. Ma fuor di qui, oltre i monti e le valli, Biancaneve, a casa dei sette nani, lo è mille volte di più." 
Quando sentì dire così, le si gelò il sangue nelle vene perché capì di aver fallito. "Questa volta, penserò a qualcosa che possa distruggerti", disse. E, siccome era anche un'abile maga, creò un pettine avvelenato; poi, si camuffò in una vecchia diversa dalla precedente, e attraversò di nuovo i sette monti per ritornare alla casetta dei sette nani; bussò alla porta e vociò: "Bella merce da comprare, chi ne vuole?" 
Biancaneve guardò fuori, e disse: "Tornate da dove siete venuta. Non ho il permesso di fare entrare nessuno." 
"Ma di certo vorrete dare un'occhiata," disse la vecchia strega, mostrandole il pettine avvelenato. Alla fanciulla piacque tanto che si lasciò ingannare, e aprì la porta. Dopo essersi accordate sul prezzo, la vecchia disse: "Adesso lasciate che vi pettini per bene i capelli." Aveva appena infilato il pettine tra le chiome di Biancaneve, che il veleno fece effetto, e la ragazza svenì. 
"Ora sei finita, portento di bellezza!" esclamò la regina, e così dicendo, fuggì via. Fortunatamente, era quasi l'ora del ritorno a casa dei nani, e quando essi videro la fanciulla che giaceva a terra come morta, sospettarono subito della regina. Esaminarono attentamente il corpo di Biancaneve, e trovarono il pettine avvelenato: glielo sfilarono, e subito la fanciulla rinvenne e raccontò dell'accaduto. Ancora una volta i nani la raccomandarono di stare in guardia e di non aprire a nessuno per nessun motivo. 
Quando la regina fu di ritorno, si mise davanti allo specchio e disse: 
"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" 
E lo specchio rispose:
"Qui, nel tuo regno, regina, la più bella sei tu. Ma fuor di qui, oltre i monti e le valli, Biancaneve, a casa dei sette nani, lo è mille volte di più." 
Quando la regina ebbe udito quelle parole, tremò di rabbia ed esclamò: "Biancaneve morirà, dovesse costarmi la vita!" Poi, si recò nella sua stanza segreta, dove nessuno poteva entrare, e creò una mela adulterata con un veleno estremamente potente; dall'esterno, sembrava una comune e bellissima mela, bianca, con i lati rossi, così bella che invogliava chiunque a mangiarla, ma anche un solo morso avrebbe causato morte certa. Poi, dopo che si ebbe truccato il viso, si travestì da contadina, ed attraversò i sette monti per arrivare alla casa dei sette nani. 
Bussò alla porta. 
Biancaneve si affacciò dalla finestra e disse: "Non posso lasciar entrare nessuno. I nani me lo hanno proibito." 
"Non importa," rispose, "Posso ugualmente vendere le mie mele. Guarda, te ne darò una." 
"No," disse Biancaneve, "non posso accettare niente." 
"Hai forse paura che sia avvelenata?" avanzò la contadina, "guarda, taglierò la mela in due. Tu mangerai la metà rossa, ed io la bianca.". 
Dovete sapere che la mela era fatta così sapientemente, che il veleno stava tutto dalla parte rossa; Biancaneve sgranò tanto d'occhi alla vista di quella bella mela, e quando vide che la contadina ne mangiava una metà, non seppe più resistere, e allungò la mano per afferrare la parte a lei destinata, che era avvelenata, e, nello stesso istante in cui dette un morso, cadde a terra morta. 
La regina la guardò trionfante, e proruppe in una risata fragorosa: "Bianca come la neve, rossa come il sangue, bruna come l'ebano! Questa volta i nani non potranno fare niente per salvarti!" 
Così, tornata a casa, domandò allo specchio:
"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?"
E finalmente, lo specchio rispose:
"Del tuo regno, regina, la più bella sei tu."
Ed ecco che il suo cuore invidioso ebbe pace, per quanto un cuore invidioso possa trovarne...

...continua domani sera...
Buonanotte e Sogni d'Oro!

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