lunedì 11 febbraio 2013

Biancaneve e i Sette Nani - 1° Notte

Biancaneve e i Sette Nani
Illustrazione tratta da
"Biancaneve E IL PRINCIPE AZZURRO
ed altre celebri FIABE"
Tipografia Editoriale Lucchi, 1958
C'era una volta, nel pieno dell'inverno, quando soffici fiocchi di neve cadevano come piume dal cielo, una regina che cuciva seduta presso una finestra dalla cornice nera di legno d'ebano. Mentre cuciva, guardava la neve e si punse un dito con l'ago; così, tre gocce di sangue caddero sulla neve, e, il rosso sul bianco risultò così bello ch'ella pensò:
'Ah, se solo avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue, e bruna come l'ebano di questa finestra!'
Poco tempo dopo, le nacque una figlia che era bianca come la neve, rossa come il sangue, e bruna come l'ebano, così, la chiamarono la loro Piccola Biancaneve. Purtroppo, la regina morì durante il parto.
Un anno dopo, il Re riprese moglie; sposò una bella donna, ma altrettanto arrogante e orgogliosa, la quale, non poteva sopportare che un'altra donna la superasse in bellezza. Ella aveva uno specchio magico, e ogni mattina vi si specchiava, e diceva:
"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" 
E lo specchio rispondeva:
"Del tuo regno, regina, la più bella sei tu." 
E ciò la soddisfaceva, perché sapeva che lo specchio non mentiva. Ma Biancaneve crebbe e diventò assai più bella. Quando ebbe appena sette anni era bella come la luce del giorno, e molto più bella della regina. Un giorno, quest'ultima chiese allo specchio:
"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?" 
E quello rispose:
"Grande è la tua beltà, oh mia regina, ma ormai, del tuo regno la più bella non sei più tu,
ma Biancaneve, che lo è mille volte di più." 
A sentir queste parole, la regina si spaventò e divenne gialla e verde dall'invidia, e da quel momento, ogni volta che incontrava Biancaneve, il suo cuore si infiammava di rabbia, tanto fu l'odio che provò da quel giorno.
Orgoglio ed invidia crebbero sempre di più, come una gramigna nel cuore, finché non trovò più pace, né giorno, né notte. Allora, mandò a chiamare un cacciatore e gli disse: "Prendi Biancaneve e portala nella foresta, perché non voglio mai più rivederla. Uccidila, e come prova della sua morte, dovrai portarmi il suo fegato e i suoi polmoni." Il cacciatore ubbidì e condusse Biancaneve nella foresta; a un certo punto, estrasse dalla vita il suo coltello e fu sul punto di pugnalarla, quand'ella scoppiò a piangere, e disse: "Oh, caro cacciatore, lasciami vivere. Fuggirò via nei boschi e non tornerò più." E siccome era tanto bella, il cacciatore ebbe pietà di lei e disse: "Va', scappa via, povera bambina." E pensò che le bestie feroci l'avrebbero presto divorata, eppure, si sentì sollevato per averla lasciata andare, poiché non avrebbe avuto il coraggio di ucciderla. In quel momento, passò di lì un giovane cinghiale; il cacciatore lo ammazzò, gli tagliò dalle viscere il fegato e i polmoni, e li portò alla regina come prova della morte di Biancaneve. Il cuoco ebbe l'ordine di bollirli con il sale, e la perfida donna li mangiò, convinta di mangiare i polmoni e il fegato di Biancaneve.
Nel frattempo, la povera piccina rimase sola nel fitto della grande foresta, ed ebbe così paura che si guardava intorno smarrita, non sapendo cosa fare; poi cominciò a correre, e corse fra le spine e contro le pietre aguzze. Anche gli animali selvatici le saltarono addosso, ma non le fecero alcun male. Allora corse più forte che poteva, e appena prima che facesse buio, vide una casetta e vi si rifugiò per riposare.
Dentro la casetta tutto era molto piccolo, ma così pulito e ordinato che nessuno avrebbe potuto fare di meglio. C'era una tovaglia su un tavolo apparecchiato per sette persone, con sette piattini, e in ogni piatto c'era un cucchiaio, e sette coltelli e sette forchettine, e altrettante tazzine. Contro la parete c'erano sette lettini, tutti messi in fila e coperti da lenzuola bianche come la neve. Essendo affamata e assetata, Biancaneve mangiò un po' di verdura e del pane da ogni piatto; e da ogni tazza bevve una goccia di vino. Dopo aver cenato, si sentì così stanca, che si sdraiò su uno dei letti; ma su nessuno si sentì comoda: uno era troppo lungo, l'altro troppo corto, finché alla fine il settimo fu di suo gradimento. Rimase coricata, affidandosi a Dio, e lì si addormentò. A notte fonda, i padroni di casa ritornarono: erano sette nani che picconavano la roccia per estrarre le pietre preziose dalle montagne. Accesero le loro sette candele, e, appena la casa fu tutta illuminata, videro che qualcuno era stato lì, poiché c'era disordine dappertutto.
Il primo disse: "Chi si è seduto sulla mia seggiolina?"
Il secondo: "Chi ha mangiato dal mio piattino?"
Il terzo: "Chi ha mangiato il mio panino?"
Il quarto: "Chi ha mangiato la mia verdurina?"
Il quinto: "Chi ha usato la mia forchettina?"
Il sesto: "Chi ha tagliato con il mio coltellino?"
E il settimo: "Chi ha bevuto dalla mia tazzina?"
Poi il primo vide che c'era una piccola impronta sul suo letto, e disse: "Chi si è sdraiato sul mio lettino?" Allora anche gli altri si fecero avanti, e dissero: "Qualcuno si è sdraiato anche sul mio!" Ma il settimo vide Biancaneve che dormiva, allora tutti i nani corsero a vedere, e rimasero a bocca aperta dallo stupore; presero le sette candele ed illuminarono il viso di Biancaneve. "Oh cielo, oh cielo!" esclamarono. "Che bella bambina!" Furono così felici, che non vollero svegliarla, ma la lasciarono dormire in quel lettino; il settimo nano dovette dormire con i suoi compagni, passando ogni ora da un letto all'altro, finché fu giorno. Il mattino seguente Biancaneve si svegliò, e si spaventò alla vista dei sette nani, ma essi si dimostrarono amichevoli, e le chiesero come si chiamava. "Biancaneve" rispose; "Come sei arrivata a casa nostra?" vollero sapere i nani: allora ella spiegò che la sua matrigna aveva tentato di ucciderla per mano di un cacciatore, il quale, per fortuna, l'aveva risparmiata, e raccontò come aveva poi vagato tutto il giorno nella foresta, finché aveva trovato la capanna. Dissero i nani: "Se accetti di tenere in ordine la casa, di cucinare, rifare i letti, lavare, cucire e ricamare, e tenere tutto in ordine e pulito, allora potrai restare qui con noi e noi provvederemo a te."
"Lo faccio con tutto il cuore." rispose Biancaneve.
E così, rimase a vivere con i sette nani...

...continua domani sera...
Buonanotte e Sogni d'Oro!

(testo tratto da http://www.paroledautore.net/)

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