venerdì 25 febbraio 2011

L'autobus ed alcuni abitanti del Ponente!

Una di quelle cose che contribuiscono a "riempire il vaso" in attesa della fatidica goccia!
Nottata distruttiva tra dolori atroci, sveglia per il lavoro, corsa per prendere l'autobus, a metà strada notizia che il lavoro è saltato, discesa e attesa alla pensilina mentre si telefona al mondo per cercare di comunicare i vari cambiamenti, traffico, arrivo dell'agognato mezzo...
ora, ovviamente, l'agognato mezzo era stracolmo con gente appiccicata alle pareti delle porte scorrevoli e signorine che imploravano di salire dalle porte posteriori!
Noi balde donzelle che han fatto l'università a Roma ce ne infischiamo di codeste bazzecole e saliamo! Il problema è che non ero a Roma!
Signore e signori miei, se dico che non scendo alla prossima, ma faccio scendere... LO FACCIO! Non c'è bisogno di andare in crisi di panico! Non c'è bisogno di mugugnare su tutto e tutti e sul fatto che il bus sia pieno o ci sia traffico...me ne accorgo da sola! MA SOPRATTUTTO... se in un momento di slancio di destrezza (dal basso della mia statura) do un'occhiata al di là del muro di persone che mi spinge contro le porte e che si lamenta...e mi accorgo che ci sono ben 10 posti liberi a sedere, e visto che sono educata, suggerisco la lieta novella...NON MI SI PUO' RISPONDERE: "Ah, ma io fra tre fermate scendo, sicuramente non mi siedo!"
Avete presente quando vi parte un "E CHI SE NE FREGA!" (per non dire altro) dal profondo del cuore, si fa un giro nelle viscere, per poi spararsi alla massima velocità verso la bocca, ma viene fermato e si scarica in una occhiataccia o nel tipico sibilo animalesco dell'omicidio? Ecco!

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