martedì 10 giugno 2008

L'eterna domanda

Ovverosia quando ti si chiede in cosa sei laureata e tu candida rispondi: "Sociologia!", magari aggiungendo "con indirizzo socio-antropologico"!
Ecco è proprio in quel momento che, se siete stati salvati da facce allibite e se non siete state scambiate per delle psicologhe, sorge l'eterna domanda: "MA A CHE SERVE?"
Allora, solo per voi e in via straordinaria, ecco l'elenco dei possibili sbocchi professionali per i laureati in sociologia a indirizzo socio-antropologico:
  • carriera direttiva e ispettiva nei Musei nazionali di Etnologia, Etnografia e tradizioni popolari;
  • posti di curatore nei Musei di enti locali (Regioni, Province, Comuni) della vita popolare;
  • direzione e consulenza in progetti di assistenza tecnica per il terzo mondo;
  • attività di animatore di comunità nei centri di educazione degli adulti e di operatore nei centri culturali;
  • attività di operatore nella catalogazione di beni culturali, con particolare riferimento ai dati etno-antropologici;
  • consulenza in centri di educazione elementare e in servizi sociali per anziani;
  • ricerca in enti statali o di governi locali (Regioni, Province, Comuni), o in industrie o Enti privati di ricerca;
  • consulenza nei servizi civili sostitutivi del servizio militare.
"Possibili", ovvio, perché dove ci si gira, si gira: non ci sono soldi! E' quello che ci si sente dire in tutte le salse e la ricerca è l'ultima delle preoccupazioni degli enti!

4 commenti:

Serena ha detto...

Valeria sante parole...
che destino ingrato che ci tocca :(

elena ha detto...

suggerisco di presentarsi a tutte le richieste nel settore "Gestione delle risorse umane"... anche sub-umane.

Davide Ragona ha detto...

E' come l'art director ed il cane psicopompo, altre due professioni difficilmente inquadrabili.

Valeria Miceli ha detto...

Il cane psicopompo lavora un casino e non è retribuito: vita ingrata!

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